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L'Aquila 15-16-17 maggio

Home / Rassegna stampa / ADUNATA ALPINI: 300 MILA A L’AQUILA, ”CON NOI LA CITTA’ RISCOPRE SE STESSA”

 

fonte: abruzzoweb.it

DIECI ORE DI SFILATA SOTTO AL SOLE, APPLAUSI PER LE PENNE NERE D’ITALIA;
CORI E STRISCIONI PER I MARO'; MUORE UN ANZIANO CHE DOVEVA SFILARE

di Filippo Tronca, Elisa Marulli, Alberto Orsini, Berardino Santilli e Roberto Santilli

L’AQUILA – Sono 300 mila gli organizzatori, anche 350 mila secondo una stima non ufficiale del Comune, le penne nere che hanno preso parte oggi all’Adunata nazionale degli alpini 2015 dell’Aquila, la grande sfilata preceduta da un weekend di grandi arrivi in città e un travolgente clima di gioia, pur tra qualche inevitabile difficoltà.

Un corteo fiume, durato oltre 10 ore, dalle 9 circa fino dopo le 19, sotto un sole di rame, che ha visto sfilare gruppi di penne nere da tutta Italia e anche il tricolore lungo 99 metri che è stato da sempre il simbolo della volontà del capoluogo abruzzese di organizzare l’evento a dispetto del sisma che 6 anni fa lo ha travolto.

Lungo tutti i 2 chilometri e mezzo del percorso gli aquilani hanno risposto con tanti applausi e grande affetto verso le penne nere, in particolare per i volontari della Protezione civile dell’Associazione nazionale alpini (Ana) che ha portato uno striscione con la scritta: “6 aprile 2009-maggio 2015, siamo ancora tutti qui…”.

Erano giunti in più di 8 mila nei mesi successivi al terremoto e sono tornati per portare alla popolazione l’affetto e il calore tipico degli alpini.

Con loro le penne nere giunte all’Aquila da tutt’Italia e dai cinque continenti in cui sono presenti le sezioni Ana. E gli aquilani li hanno accolti con tanti “Viva gli alpini!” e tanti “Grazie!” e le penne nere hanno ricambiato alzando a gran voce “Viva L’Aquila!”, dando l’appuntamento dopo l’ammainabandiera a piazza d’Armi all’adunata 2016, che si svolgerà in Piemonte, ad Asti, con il passanggio di consegne tra i sindaci, Massimo Cialente Fabrizio Brignolo.

Una grandissima giornata di festa, funestata dalla morte per un malore di un alpino originario di Cuneo che era in procinto di andare a sfilare mentre un altro, ricoverato ieri all’ospedale San Salvatore per un malore, è deceduto nella notte.

Un grande striscione che recita “Alpini, il ricordo, la ricostruzione e il dolore” ha aperto la sfilata, evocando il sisma del 6 aprile 2009 e la partecipazione degli alpini ai soccorsi, come pure un altro che dice: “Noi con voi”.

Alla giornata conclusiva ha presenziato la senatrice Roberta Pinotti, ministro della Difesa, insieme al capo di Stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, e al capo di Stato maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico.

In testa alla sfilata hanno marciato gli alpini del 9° reggimento di stanza all’Aquila comandati dal colonnello Massimo Iacobucci, preceduti dalla Fanfara della Brigata Alpina Taurinense, e a seguire dalle migliaia di Sezioni e Gruppi dell’Associazione Nazionale Alpini.

In avvio di sfilata i gonfaloni del Comune dell’Aquila, della Provincia dell’Aquila e della Regione Abruzzo, con l’assessore comunale Maurizio Capri, il presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis, il vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, e l’assessore regionale Mario Mazzocca.

A seguire, decine e decine di gonfaloni di Comuni abruzzesi, tra cui quelli del “cratere” sismico. C’erano poi il labaro dell’Associazione nazionale alpini (Ana) e la bandiera di guerra del 9° reggimento alpini, attualmente inquadrato nella brigata Taurinense.

Centinaia di aquilani si sono posizionati lungo le strade attraversate dal corteo-fiume, sia cittadini sia penne nere.

Tra i presenti c’erano anche l’Unione reduci di Russia con medaglie al valore e l’Associazione per l’opera caduti senza croci di Teramo. Hanno sfilato poi l’associazione internazionale soldati di montagna con vessilli delle varie nazioni e le sezioni alpini all’estero. “Sempre uniti e solidali con la patria”, la scritta sullo striscione di quelli canadesi.

Grandi gli applausi alla fanfara abruzzese, passata più volte nel corso della giornata. Tante le persone che lungo via della Croce Rossa, prima arteria principale percorsa dalla sfilata, si sono affacciate con bandierine tricolori. Applausi anche agli alpini in Gran Bretagna, scortati dalla cornamusa.

UN UOMO SI ACCASCIA E MUORE IN VIA STRINELLA

Una tragedia guasta la festa dell’Aquila per l’Adunata nazionale degli alpini.

Un uomo di 80 anni, Giovanni Vignola, originario della provincia di Cuneo, è morto in mattinata dopo essersi sentito male e accasciato al suolo in via Strinella, nelle vicinanze della chiesa di Santa Rita.

Una tragedia strettamente connessa alla sfilata perché l’uomo era un alpino e si preparava, appunto, a partecipare all’evento.

Secondo quanto si è appreso, alcune persone che erano con lui hanno chiamato il 118 che è intervenuto sul posto per i soccorsi.

Purtroppo, però, non c’è stato più nulla da fare. L’uomo viveva a Villanova Solaro (Cuneo).

Giovanni Vignolo, classe 1935, sposato, quattro figli, aveva raggiunto il capoluogo abruzzese giovedì scorso in compagnia di due alpini più giovani.

Era il capogruppo delle penne nere di Villanova Solaro, gruppo affiliato alla sezione Monviso di Saluzzo.

Questa mattina, sentendosi stanco, aveva rinunciato alla sfilata, preferendo assistervi da spettatore.

Ma ha accusato comunque il malore che gli è stato fatale.

“Era un’anima del nostro paese – racconta Simone Alberto, sindaco di Villanova Solaro (900 abitanti). Assieme al fratello aveva lavorato una vita come fabbro ed era una di quelle persone sempre pronte a dare una mano, a dedicare tempo ed energie per il paese”.

“Per noi – conclude il sindaco – è una grave perdita”.

Un pensiero per la vittima è stato espresso sulla propria pagina Facebook dal giovane sacerdote aquilano, don Federico Palmerini, che stava celebrando messa ignaro proprio nel momento del malore fatale e ha svelato anche un aneddoto.

“Mentre celebravo la Messa delle 9 in parrocchia, accanto alla nostra chiesa Giovanni, alpino di Saluzzo, 80 anni, ‘è andato avanti’, colto da un infarto mentre si recava alla sfilata”, ha scritto.

“Tra i tanti segni di vicinanza a questo alpino e a suo nipote, venuto con lui all’Aquila, ce n’è stato uno eccezionale per la sua semplicità: un alpino, accortosi dell’accaduto – ha raccontato il religioso – dal bordo opposto della strada (apparentemente a distanza…), si è fermato, ha tirato fuori la sua armonica a bocca e ha salutato con un breve brano musicale l’alpino Giovanni (così gli si è fatto vicino…). Anche questa è l’adunata, ma soprattutto questa è bella umanità!”.

IL MESSAGGIO PER I MARO’

C’è un forte messaggio per la liberazione dei due Marò Massimiliano Latorre Salvatore Girone dall’88ª Adunata nazionale degli alpini per L’Aquila.

Uno striscione della sfilata recita “Alpini per i Marò” e all’arrivo del rappresentante del governo, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, la folla ha gridato forte il nome dei due fucilieri di marina.

E ancora, “vogliamo i Marò ad Asti con noi”, ovvero all’edizione 2016 dell’Adunata, è stata l’affermazione pronunciata da uno degli speaker durante la sfilata.

IL MESSAGGIO DEL MINISTRO PINOTTI

Alpini d’Italia, in occasione di questa 88ma Adunata Nazionale, desidero porgere a voi tutti, in servizio ed in congedo, il saluto caloroso del Governo, delle Forze Armate e mio personale.

Quest’anno avete scelto L’Aquila per celebrare questo importante evento: non è una scelta casuale.

Nel 2009 L’Aquila è stata colpita da un terribile terremoto che ha provocato 309 vittime e distrutto il volto della città. Voi alpini eravate lì, con la vostra forza, la vostra generosità, la vostra umanità, per soccorrere e ricostruire, per rassicurare, per riportare la normalità dopo un evento così tragicamente eccezionale.

Il vostro è stato un impegno di solidarietà sul quale tutti gli italiani sanno di poter contare sempre. Così è stato nel 1966 in Vajont, in Friuli nel 1976, in Irpinia nell’80 e, più recentemente in Emilia e in Liguria, per fronteggiare l’emergenza maltempo.

Ma anche all’estero, dall’Afghanistan al Centrafrica, siete stati e siete sempre in prima linea, assistendo milioni di persone e realizzando centinaia di progetti.

Dal 1991 siete presenti in questa terra d’Abruzzo con gli Alpini in armi del 9° Reggimento, ma in questa giornata di festa, la città cinge d’affetto tutte le penne nere d’Italia, per esprimervi riconoscenza per quanto avete fatto.

Desidero, per questo, ringraziare tutta la cittadinanza e l’Amministrazione comunale, per il grande impegno profuso nell’organizzare la vostra accoglienza. Desidero ringraziare, altresì l’Associazione Nazionale Alpini, il suo Presidente Sebastiano Favero, e tutti i soci, sia per l’impeccabile preparazione di questo evento sia per la vostra capacità, tutta alpina, di sapervi rendere sempre utili per gli italiani, soprattutto con il quotidiano impegno dei volontari della Protezione Civile dell’Ana.

Alpini d’Italia, il vostro presente scaturisce da una gloriosa storia passata intessuta di pagine di altissimo valore: dalle cime del Col di Lana nel primo conflitto mondiale alle steppe russe nella seconda guerra mondiale, dalle montagne dei Balcani fino ai deserti dell’Afghanistan.

Desidero rivolgere un pensiero commosso a tutti gli Alpini caduti, di ieri e di oggi nell’adempimento del dovere: ad essi va la nostra deferente riconoscenza per aver dato la vita nel segno del giuramento prestato. Voi rappresentate un patrimonio unico per il Paese, che ci consente di guardare con fiducia alle sfide future.

Nell’esprimervi il ringraziamento delle Istituzioni e il mio vivissimo apprezzamento per quanto avete dato e saprete ancora dare all’Italia, formulo a tutti gli intervenuti il mio più sincero augurio per il pieno successo di questa importante manifestazione.

LEGNINI: “GLI ALPINI HANNO VISTO LA RICOSTRUZIONE”

“È una manifestazione importantissima, molto bella e ben organizzata, gli alpini italiani testimoniano il totale attaccamento per l’Italia e l’Abruzzo”.

Così il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, l’abruzzese Giovanni Legnini, presente all’Adunata.

“Gli alpini hanno potuto osservare anche il lavoro importante che si sta facendo per la ricostruzione, un lavoro duro  che prosegue da tempo che comincia a dare frutti – ha continuato – Essere qui oggi all’Aquila con lo spettacolo delle molte gru nel centro storico e gli alpini che hanno invaso la città costituisce un evento bellissimo”.

Legnini è d’accordo con il sindaco, Massimo Cialente, sul sentimento con il quale gli aquilani hanno preso l’adunata: “Ha ragione, questa è la prima gioia collettiva per L’Aquila proprio perché coincide con un evento di straordinario  valore e il decollo della ricostruzione della città”.

CURCIO: “L’AQUILA CITTA’ IN RIPRESA”

“Oggi L’Aquila è una città in ripresa, allegra, viva”. Così il capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, che ha operato nel capoluogo abruzzese delle ore immeditamente successive al sisma del 6 aprile 2009, sulla situazione che ha trovato in occasione dell’Adunata alpini.

“Dopo il terremoto c’erano dolore e tristezza perché il sisma ha causato distruzione e morte – continua – Oggi la città ha reagito, certo c’è ancora da fare, ma i cittadini hanno reagito e L’Aquila rinascerà”.

“Gli alpini cementificano il rapporto tra cittadini e istituzioni”, ha aggiunto sul grande evento delle penne nere.

“L’associazione nazionale è fondamentale per il sistema di Protezione civile – ha detto ancora – È una garanzia nell’azione di volontariato, l’adunata è un momento di profondo collegamento tra istituzioni e cittadini, siamo grati agli alpini per l’azione di cementificazione tra le istituzioni e la collettività”.

MAZZOCCA: “UNA BELLA STORIA ITALIANA”

“Oggi all’Aquila si respira uno spirito diverso, speriamo che l’Adunata sia uno sprone importante per la rinascita della città duramente colpita dal sisma”.

Così l’assessore regionale alla Protezione civile Mario Mazzocca sull’88a Adunata nazionale degli alpini.

Mazzocca è nell’Associazione nazionale alpini (Ana) da venti anni e da dieci partecipa alle adunate: come assessore ha fatto da raccordo tra vertici alpini e regione oltre ad aver coordinato le forze e i mezzi di protezione civile messe a disposizione per l’evento.

“Quella degli alpini è una bella storia italiana, sottolineare anche la festa è un dovere e un piacere. Spero che l’Adunata sia utile per L’Aquila – conclude – sia sotto l’aspetto socioeconomico sia sotto l’aspetto umano e psicologico”.

PEZZOPANE: “L’AQUILA TORNA A VOLERSI BENE E A SORRIDERE”

“L’Aquila torna a volersi bene e a sorridere”.

Lo dichiara la senatrice Stefania Pezzopane, che ha seguito l’Adunata nazionale degli Alpini dalla tribuna d’onore.

“Sono stati dei meravigliosi giorni di festa e di serenità. Gli Alpini hanno portato allegria, fiducia nel futuro e senso del dovere – ha detto – Questi giorni rappresentano un vero spartiacque per la nostra città, che ha finalmente tirato fuori orgoglio e fiducia in se stessa, capacità organizzative e grande spirito di accoglienza e cordialità”.

“Abbiamo fatto l’impossibile per ospitare l’Adunata e per far trovare una città  accogliente – ha ricordato – È il nostro modo per dire grazie e restituire un sorriso a chi è stato solidale nei momenti di dolore”.

“Un ringraziamento speciale all’Associazione Nazionale Alpini, a tutti gli organizzatori di questa splendida Adunata, all’Amministrazione Comunale e a quanti hanno lavorato per renderla impeccabile”.

ZAIA: “COMPLIMENTI PER L’ORGANIZZAZIONE”

“Complimenti all’Aquila per l’ottima organizzazione, onore e merito per l’efficienza. Spero che l’Adunata rappresenti il rinascimento che merita”.

Cosi’ il governatore del Veneto, Luca Zaia, commentando la sfilata.

“Sono venuto all’Aquila dopo il terremoto e abbiamo sostenuto il territorio colpito dal tragico sisma”, ha  continuato Zaia, che all’epoca era ministro per le Politiche agricole e ha avuto una controversia mediatica, poi divenuta giudiziaria, con l’attuale senatrice Stefania Pezzopane sul tema delle “passerelle”.

“La mia regione è attenta e interviene subito quando ci sono territori e popolazioni in difficoltà. Una persona su cinque fa volontariato”, ha concluso Zaia.

SCOPERTA E ARRESTATA LADRA DI PORTAFOGLI

Portafogli più che ‘garantiti’ quando in giro ci sono gli alpini.

Nel giorno dell’arresto di una borseggiatrice “professionista” arrivata all’Aquila dalla provincia di Salerno per fare razzia all’Adunata, scoperta dai carabinieri del capoluogo e da quelli del nucleo di polizia Militare presso la Brigata Alpina “Taurinense” di Torino, gli alpini in congedo che hanno trovato un portafogli con 300 euro e documenti consegnandolo ai militari.

I fatti sono stati resi noti dai carabinieri dell’Aquila e si riferiscono alla giornata di ieri.

A finire in manette in flagranza di reato per rapina impropria Angelina Marotta, 50enne della provincia di Salerno, con un “curriculum criminale” di tutto rispetto, che in questi giorni aveva ben pensato di trasferirsi nel capoluogo abruzzese, per approfittare del grande afflusso di persone in vista dell’evento alpino con 300 mila partecipanti.

A piazza San Marco, nel cuore del centro storico terremotato, mescolandosi in mezzo alla folla, si è avvicinata a L.P. 61enne, alpino in congedo, e in maniera fulminea gli ha preso dalla tasca posteriore dei pantaloni un portafoglio contenente documenti personali e circa 200 euro in contanti.

Subito dopo ha tentato di dileguarsi tra la folla, venendo però prontamente bloccata dai militari impegnati in un servizio antiborseggio.

I carabinieri indagano sul fatto che possa esistere una base di appoggio che fungesse anche deposito di eventuale altra refurtiva, non a caso hanno cominciato a setacciare i vari accampamenti indentificando altre persone che, però, sono risultate estranee ai fatti.

I carabinieri stanno mostrando in giro anche la fotografia, nell’ipotesi che venga segnalata la presenza e sia così possibile abbinare alla persona un’autovettura o roulotte o altro mezzo di appoggio e trasporto.

“Cuore d’oro”, poi, di alcuni alpini impegnati nel raduno, che, trovato un portafoglio, certamente caduto all’incauto proprietario e contenente quasi 300 euro in contanti oltre ai documenti, lo hanno prontamente riconsegnato ai Carabinieri che hanno immediatamente rintracciato l’interessato, tramite un foglietto con alcuni numeri di telefono.

”UN DOVERE RICORDARE, UN DOVERE RICOSTRUIRE”

“È un dovere ricostruire, è un dovere ricordare”. Questo lo slogan in uno striscione dell’88aedizione dell’Adunata nazionale degli alpini all’Aquila.

Durante la sfilata, dagli speaker che si sono succeduti nel commentare, spesso è stato affrontato il tema del sisma: “Gli aquilani non si sentono terremotati, questa è una condizione di passaggio, la città vuole ripartire anche se sono molte le pastoie burocratiche che sono costretti a subire”, ha detto uno di loro.

In tal senso, lo speaker ha fatto un appello alle istituzioni “affinché si facciano portatori di azioni di semplificazione, si tratta di richieste di aiuto”.

“Noi facciamo un servizio non per fare cassa di risonanza a qualcuno, siamo qui per gli alpini e per L’Aquila”, un’altra delle invettive partite dal palco degli speaker.

“Non siamo uffici di cassa di risonanza di nessuno, anche se si tratta dei più meritevoli,quindi non si venisse più qui a chiedere di essere citati. Non lo faremo mai”, ha tuonato lo speaker senza fornire ulteriori indicazioni su chi avesse chiesto di essere nominato al microfono.

LE STORIE

QUELLI DI CUNEO: “ALPINI NON CHIEDONO MAI”

“Gli alpini non chiedono mai ma aiutano sempre”. Questo recita lo striscione del gruppo alpini di Cuneo, nella sfilata in corso per l’adunata nazionale.

Momenti di forte emozione si sono vissuti al passaggio dei “veci”, gli alpini più anziani che nonostante gli acciacchi non mancano a nessuna Adunata.

Emozionati anche loro, con gli occhi lucidi, nel sentire i calorosi applausi del pubblico.

MARIO COSTANZO: ”ALL’AQUILA 27 ANNI DOPO, CHE EMOZIONE”Mario Costanzo, alpino di 93 anni da Ivrea: “È la mia 53esima Adunata. Sono venuto all’Aquila 27 anni fa, ora sono tornato ed è un’emozione forte. Ai giovani dico: statevi a casa che si sta bene”

 
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