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L'Aquila 15-16-17 maggio

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fonte: il Capoluogo.it

Prove generali di adunata. Un centinaio di giovani alpini nell’aula magna della caserma Rossi per un convegno di due giorni. Franco Marini sottotenente di complemento.

Si sono ritrovati a L’Aquila i giovani dell’Associazione Nazionale Alpini per il secondo convegno nazionale ‘L’Esperienza degli Alpini nelle missioni all’estero e i suoi riflessi sul futuro dell’Ana. L’impegno associativo oggi e domani dei giovani Ana’. I lavori sono stati aperti con una conferenza stampa alla presenza del presidente emerito del Senato Franco Marini, del sindaco Massimo Cialente e del Comitato organizzatore ‘Aspettando L’Aquila 2015′. Una sala gremita di penne di ogni età e dai tanti accenti, tante maglie verdi con su scritto ‘L’impegno continua dal 1919′.

Padrone di casa il coordinatore del comitato ‘Aspettando L’Aquila’, Carlo Frutti, che nella sua storia di alpino organizzerà la sua seconda adunata, essendo stato il promotore, in qualità di presidente regionale Ana, dell’adunata di Pescara del 1989. Convinto sostenitore del beneficio che le adunate degli alpini portino al territorio che le ospita e, in particolare, al territorio ferito aquilano, Frutti si è battuto negli ultimi anni per riuscire a portare l’adunata a L’Aquila, sforzo che gli ha riconosciuto anche il sindaco nel suo intervento. «Da anni sognavamo questo momento per poter far tornare a L’Aquila tutti quegli alpini che l’hanno conosciuta durante il loro periodo di addestramento. La caserma Rossi, infatti, è stata fino al 1976 il centro di addestramento delle reclute che trascorrevano a L’Aquila i primi tre mesi di corso, detto CAR o BAR (battaglione addestramento reclute). Ogni contingente era composto da 4000 reclute provenienti dall’Abruzzo, dal Friuli, dal Veneto e dal Molise. Nel ’76 L’Aquila è diventata reggimento e ha interrotto la formazione delle reclute».

«Riportare dopo venti anni – ha detto Cialente – gli alpini formati nei CAR a L’Aquila e riportare dopo cinque anni tutti quegli alpini che ci hanno aiutato nei momenti drammatici della nostra storia è una sfida importante. Riceveremo tutti questi alpini con affetto, li faremo innamorare e molti ripartiranno a malincuore. Sono cresciuto a fianco alla caserma e ho condiviso con gli alpini per molti anni la sveglia del mattino e il silenzio della sera. Ricordo le centinaia di ragazzi all’uscita serale alle 18 davanti la porta carraia e spero che tornino in tanti a rivedere la nostra città».

L’intervento del presidente emerito del Senato, nonché alpino iscritto al gruppo di Barisciano, Franco Marini è partito dall’apprezzamento dello stato d’animo del sindaco «particolarmente disteso e determinato» a far trovare una città operosa intenta nella ricostruzione. «Abbiamo tanti difetti noi abruzzesi – ha aggiunto Marini – ma quando abbiamo un obiettivo, sappiamo lavorare alacremente per raggiungerlo». «Sottotenente di complemento della Brigata Alpina Tridentina – racconta scherzando Marini – ha sempre rappresentato un cruccio per suo padre appartenente al Battaglione alpino L’Aquila». Nel lungo intervento di Marini è apparso chiaro il forte sostegno alla leva che, racconta, nel 1997/98 ha contrapposto l’allora segretario del partito popolare Marini con la posizione del ministro della difesa Mattarella. La leva fu soppressa definitivamente il primo gennaio 2005.

 
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