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L'Aquila 15-16-17 maggio

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Arrivando a L’Aquila ti capita di gustare un buon caffè in centro, magari accompagnato dal torrone artigianale prodotto in loco da una ricetta centenaria, e trovarti a chiacchierare con un musicista che studia al Conservatorio, piuttosto che un fisico nucleare rientrato dai laboratori del Gran Sasso, o un grande regista che magari sta ultimando le prove di uno spettacolo teatrale o le riprese di un film. Sì, L’Aquila è una città aperta, di formazione, innovazione, creatività. Tornare a L’Aquila, in occasione dell’Adunata nazionale del 2015 per riscoprirla come città densa di centri di eccellenza, cultura e innovazione, è un altro modo possibile per leggere questo territorio nel centro d’Italia; un vero e proprio “distretto culturale e scientifico” di primaria importanza nazionale e internazionale.

Il cuore pulsante dell’alta formazione e della ricerca è senza dubbio l’Università degli Studi de L’Aquila, fondata nel 1596 e resa Università statale grazie all’intuizione del prof. Vincenzo Rivera che nel dopoguerra la rilanciò all’attenzione nazionale. Si deve al professor Rivera anche la nascita dell’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore, a quota 2.200 metri sul Gran Sasso, con annesso un giardino botanico di altitudine.

L’Università de L’Aquila, che conta circa 25.000 studenti è la più antica delle università abruzzesi; il suo bacino di utenza si estende oltre la regione e include alcune zone del Lazio, del Molise, dell’Umbria e della Puglia. È un’università con una forte caratterizzazione tecnico-scientifica legata alla presenza di importanti gruppi di ricerca e corsi di laurea molto consolidati nel panorama nazionale. La sua presenza sul territorio è stata senza dubbio il polo d’attrazione di grandi eccellenze sul territorio come i laboratori di fisica nucleare INFN del Gran Sasso D’Italia, oggi parte dei processi di ricerca del CERN di Gineva, il Gran Sasso Science Institute e il polo di ricerca e produzione farmaceutica.

Qui ad esempio la Dompé concentra le proprie attività produttive. La struttura, fondata nel 1993, disegnata e realizzata da Foster-Wheeler, è oggi riconosciuta come centro di eccellenza a livello internazionale. Ancor prima, nel comune di Scoppito, limitrofo a L’Aquila, fu realizzato nei primi anni Settanta lo stabilimento farmaceutico che oggi è parte del gruppo internazionale Sanofi Aventis e rappresenta un’importante realtà economica del territorio. Queste sono solo alcune delle strutture produttive più importanti.

L’Aquila è infatti da molti anni anche sede di produzione e ricerca nel settore aerospaziale e dopo il sisma del 2009 ha una la nuova sede del centro Thales Alenia Space. Lo stabilimento TAS-I comprende aree produttive con camere bianche ad avanzata tecnologia e uffici direzionali. Per realizzarlo sono stati investiti 42 milioni di euro definiti allora dall’amministratore delegato di Finmeccanica, Alessandro Pansa, “non un atto di solidarietà” nei confronti della città, ma “un investimento” su un stabilimento che è parte di un settore, quello spaziale, considerato altamente strategico dal gruppo.

Al sisma del 2009, che ha danneggiato più le parti residenziali e monumentali della città che le strutture produttive e commerciali, sono seguite molte iniziative di rilancio in ambito produttivo e di ricerca. Fra essere spicca senza dubbio il nuovo Gran Sasso Science Institute, l’istituto di ricerca e di alta formazione dottorale, dipendente dall’Istituto nazionale di Fisica Nucleare, sostenuto dall’Università degli Studi de L’Aquila, dall’IMT di Lucca, dalla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste e dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Le aree di ricerca in cui opera il GSSI sono Fisica, Matematica ed informatica, Scienze sociali. Il programma di dottorato comprende Fisica astro particellare, Matematica nelle Scienze Naturali, Sociali e della Vita, Informatica, Studi urbani. Il Gran Sasso è, appunto, un’eccellenza ambientale. Luogo storico di esercitazione delle Truppe Alpine è oggi parte centrale del complesso del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nel cuore dell’Appennino, a cavallo delle due catene montuose, sul territorio di tre regioni: l’Abruzzo, il Lazio e le Marche. Numerosi i borghi, annoverati tra i più belli d’Italia, incastonati nella natura integra e incontaminata, densi di particolarità architettoniche e culturali, ne costituiscono le fondamentali tappe di un viaggio indimenticabile.

Dalle eccellenze ambientali a quelle culturali. Oltre agli istituti universitari e alle grandi aziende il tessuto della zona aquilana è disseminato dal dopoguerra di decine di associazioni culturali. Spiccano fra le istituzioni di produzione culturale il Teatro Stabile d’Abruzzo, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese con la sua orchestra sinfonica, il Teatro Stabile d’Innovazione L’Uovo, nella produzione teatrale per ragazzi, L’Istituto cinematografico de L’Aquila, con i corsi di formazione in ambito cine-televisivo, I Solisti Aquilani, La Società Aquilana dei Concerti, l’Accademia di Belle Arti, per citarne solo alcuni.

Enti che conservano e portano avanti quella visione di investimento pubblico e privato in cultura che dagli anni Sessanta in poi ha fatto del capoluogo abruzzese un centro di produzione e “comunicazione culturale” attivo e connesso alle principali correnti di pensiero europee e internazionali. L’Aquila è tutto questo e ovviamente molto di più, un luogo della mente dove le radici antiche non hanno mai smesso di germogliare al futuro. Vale la pena di prenderci un caffè!

Massimo Alesii e Carlo Frutti

 
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